Consapevolezza di sé
Comprendere meglio le proprie motivazioni e convinzioni, i propri comportamenti e l’impatto che questi hanno sugli altri.

Coaching individuale e di team. Un approccio strutturato e personalizzato allo sviluppo professionale, alla consapevolezza di sé e al cambiamento comportamentale.

Il percorso di coaching
Lo sviluppo professionale parte da una comprensione più chiara della propria situazione: obiettivi, motivazioni, relazioni e possibili alternative. La riflessione non è fine a sé stessa: serve a individuare e consolidare cambiamenti comportamentali che permettano di progredire verso obiettivi professionali.
Il mio ruolo è gestire un processo di coaching rigoroso, che aiuti la persona a esaminare i propri obiettivi, valutare le alternative e identificare azioni concrete. La responsabilità delle scelte e del proprio sviluppo rimane sempre della persona.

Comprendere meglio le proprie motivazioni e convinzioni, i propri comportamenti e l’impatto che questi hanno sugli altri.
Esaminare il modo in cui si interagisce con gli altri, si comunica, si costruisce fiducia, si affrontano i conflitti e si accoglie il feedback.
Valutare le alternative e tradurre le riflessioni in cambiamenti comportamentali concreti, coerenti con i propri obiettivi.

Nella parabola di Arthur Schopenhauer, alcuni ricci si avvicinano per scaldarsi, ma finiscono per pungersi a vicenda. Devono quindi trovare una distanza sostenibile.
La metafora è pertinente sia al coaching individuale sia al team coaching. Comprendere meglio il proprio comportamento — e l’effetto che produce sugli altri — aiuta a costruire relazioni più efficaci, riconoscendo anche le difficoltà e i conflitti che ne fanno parte.
Gran parte del mio lavoro di coaching riguarda le relazioni: come il coachee interagisce con gli altri, come vengono percepiti i loro comportamenti e quale impatto producono sulla fiducia, sulla comunicazione e sui risultati collettivi.
un risultato relazionale
La fiducia implica la scelta di esporsi a una certa vulnerabilità. L’essere ritenuti degni di fiducia dipende invece dalla percezione che gli altri hanno della nostra cura, sincerità, affidabilità e competenza. Il coaching consente di esaminare entrambe le dimensioni.
“Trust is choosing to risk making something you value vulnerable to another person’s actions.”
Charles Feltman — The Thin Book of Trust
una competenza fondamentale di leadership
Ascoltare non significa semplicemente attendere il proprio turno per rispondere. Richiede attenzione, apertura al punto di vista altrui e disponibilità a sospendere il giudizio. Nel coaching facilita il pensiero autonomo; nella leadership permette agli altri di contribuire con maggiore efficacia.
“The quality of your attention determines the quality of other people's thinking.”
Nancy Kline — Time to Think

Lavoro prevalentemente con dirigenti di prima linea, manager senior, partner di società di servizi professionali e persone che si preparano ad assumere questi ruoli. Il percorso prende generalmente avvio da obiettivi di sviluppo professionale, talvolta riferiti a un modello di competenze di leadership adottato dall’organizzazione. Durante il coaching, gli obiettivi possono precisarsi, evolvere o essere ridefiniti.
Esploriamo la situazione attuale, i risultati desiderati e gli ostacoli che possono impedire di raggiungerli. Individuiamo e valutiamo possibili alternative e traduciamo le conclusioni in impegni e azioni concrete.
Il mio approccio è non direttivo: utilizzo domande aperte, ascolto, riflessione e confronto costruttivo, senza prescrivere soluzioni. Una parte importante del lavoro riguarda spesso le relazioni professionali: il modo in cui il coachee interagisce con gli altri, come viene percepito e quali comportamenti potrebbe essere utile modificare.
Un percorso tipico dura circa nove mesi e prevede indicativamente due sessioni di un’ora al mese, in presenza o in video. Gli incontri sono orientati alla riflessione, agli obiettivi e alle azioni concrete; nei successivi si verifica quanto concordato.
Quando appropriato, raccolgo feedback riservati e non attribuibili da persone che lavorano regolarmente con il coachee, spesso includendo collaboratori, colleghi di pari livello e responsabile diretto. Eventuali assessment già disponibili possono arricchire il confronto. Durante il percorso verifichiamo i progressi e, alla conclusione, riflettiamo sugli apprendimenti e su come proseguire.
Il rapporto di coaching e i contenuti delle conversazioni sono confidenziali.
«La mia responsabilità è gestire il processo di coaching. La responsabilità del coachee è partecipare con apertura, riflettere con onestà, mettersi in discussione e agire sulla base di ciò che emerge.»
— DREW KEITH
Affianco gruppi di colleghi che possono migliorare la loro performance collettiva modificando il modo in cui lavorano insieme. L’obiettivo non è fare team building fine a sé stesso, ma migliorare concretamente la collaborazione, i processi decisionali e la responsabilità reciproca.
Due modelli consolidati costituiscono riferimenti importanti. Nel libero “Le Cinque Disfunzioni di un Team”, Patrick Lencioni analizza i presupposti comportamentali dell’efficacia dei team: fiducia, confronto costruttivo, impegno nelle decisioni, responsabilizzazione reciproca e attenzione ai risultati collettivi.
In “The Wisdom of Teams”, Jon Katzenbach e Douglas Smith distinguono un gruppo di lavoro da un vero team. Quest’ultimo condivide uno scopo significativo, obiettivi di performance specifici, un approccio di lavoro comune e una responsabilità reciproca, facendo leva su competenze complementari.
Utilizzo questi modelli come basi di analisi e confronto, non come formule standard. Ogni intervento parte dalla comprensione del contesto, delle relazioni e delle ambizioni del team, per individuare cambiamenti nei comportamenti e nelle modalità di lavoro che possano sostenerne la performance.
Lencioni: La fiducia rende possibile il confronto aperto; il confronto facilita l’impegno nelle decisioni; l’impegno sostiene la responsabilizzazione reciproca; e quest’ultima mantiene l’attenzione sui risultati comuni.
Katzenbach e Smith: Scopo condiviso, obiettivi concreti, competenze complementari, modalità di lavoro comuni e responsabilità reciproca distinguono un vero team da un gruppo che coordina principalmente contributi individuali.
Riferimenti: Patrick Lencioni, The Five Dysfunctions of a Team (2002); Jon R. Katzenbach e Douglas K. Smith, The Wisdom of Teams (1993).
“The best team is one where members are ready to take personal risks, prepared to tackle conflict, and willing to have courageous conversations.”
Manfred Kets de Vries · The Hedgehog Effect (citazione originale)

Sono un coach formato e accreditato. La mia attività combina la disciplina del coaching professionale con l’esperienza maturata come dirigente, consulente, advisor e consigliere di amministrazione, lavorando con leader e organizzazioni in contesti diversi.
Ogni relazione di coaching è unica. Il processo si fonda su una metodologia professionale, mentre la relazione è personale e costruita intorno all’individuo, con spazio per un confronto franco e costruttivo.
Il mio percorso professionale comprende ruoli di leadership in Deloitte Consulting, Spencer Stuart, Russell Reynolds, Accenture e Fastweb, oltre agli incarichi di Interim CEO di Moleskine e consigliere non esecutivo di Alessi.
Ho completato il Meyler Campbell Mastered Programme e possiedo l’accreditamento EMCC Global EIA.
Profilo professionale su LinkedIn ↗Lavoro con singole persone e con organizzazioni che promuovono percorsi di sviluppo della leadership, tra cui amministratori delegati, consigli di amministrazione, senior partner, responsabili HR e Leadership Development. Per un primo confronto, potete scrivermi via email oppure contattarmi tramite LinkedIn.
drew@virare.net ↗